Sintomi dell’endometriosi

L’endometriosi è una patologia ginecologica benigna molto diffusa. I sintomi dell’endometriosi partono dalla comparsa di endometrio fuori posto, da cui scaturisce una catena di pesanti conseguenze.

conseguenze dell'endometriosi

un passo indietro… cos’è l’endometrio?

L’endometrio è la mucosa che riveste le pareti interne dell’utero.

pelvi e apparato riproduttivo

É una mucosa necessaria alla gravidanza: durante il ciclo ovarico si fa sempre più alta, più fitta, frastagliata e vascolarizzata per accogliere l’eventuale embrione concepito. Se la fecondazione non avviene, l’endometrio diventa decidua, si sgretola e viene espulso col flusso mestruale. Succede così ogni mese, fino alla gravidanza o alla menopausa.

endometrio e ciclo

endometrio fuori posto… dove?

Con l’endometriosi, l’endometrio può comparire: nel peritoneo*, nelle ovaie, nel retto** e nella vagina, ma anche in zone remote come i linfonodi e la pleura (membrana del polmone).

  1. endometriosi peritoneale. Le lesioni del peritoneo possono essere rosse, nere o bianche. Si pensa che quelle rosse siano più recenti e attive, e quelle bianche più vecchie, inattive o in via di guarigione
  2. endometriosi ovarica. Le ovaie possono essere attaccate dall’endometriosi sotto forma di lesioni superficiali o di cisti (endometriomi)
  3. endometriosi rettovaginale. Detta anche adenomiosi, consiste in noduli di endometriosi profondamente infiltrata, che penetrano per almeno 5mm nello spazio rettovaginale, nella parete muscolare dell’utero e negli organi pelvici

* peritoneo: membrana della cavità che contiene gli organi addominali e il fluido peritoneale; ** retto: parte terminale dell’intestino crasso

dove può comparire l'endometriosi

i 4 stadi dell’endometriosi

A seconda dell’entità dei sintomi dell’endometriosi, esistono 4 stadi di malattia:

  1. stadio I o minima, con lesioni superficiali da 1mm a 3mm
  2. stadio II o leggera, con lesioni superficiali da 5mm a 4cm
  3. stadio III o moderata, con cisti ovariche da 4cm a 15cm
  4. stadio IV o severa, endometriosi profonda con noduli solidi

L’endometriosi è una malattia tendenzialmente progressiva: è facile quindi peggiorare, passare da uno stadio all’altro anche in breve tempo, se non ci si cura.

sintomi dell’endometriosi: una catena di pesanti conseguenze

I guai dell’endometriosi cominciano in genere da un fortissimo dolore mestruale che accende un campanello d’allarme. É possibile a questo punto avere già notato anomalie del flusso mestruale: ad esempio, è troppo frequente o abbondante (anche lo spotting, sanguinamento intermedio tra un flusso e l’altro, dovrebbe destare sospetti). L’endometrio fuori posto scatena una spropositata reazione infiammatoria da parte del sistema immunitario, che cerca di fagocitarlo senza riuscirci. L’infiammazione diventa cronica e provoca ogni genere di dolore: il dolore pelvico, cavallo di battaglia ed elemento caratterizzante della malattia, l’aspetto più duro con cui convivere; il dolore durante i rapporti sessuali, che incrina l’armonia di coppia; il dolore lombo-sacrale e il dolore alle gambe, associati alla stanchezza cronica che rende difficile lavorare, sbrigare le faccende quotidiane, occuparsi dei figli. Per chiudere il cerchio, le lesioni, aderenze, cisti e cicatrici dell’endometriosi possono causare la distorsione dell’area pelvica e l’infertilità. Per alleviare i sintomi dell’endometriosi e impedire alla malattia di peggiorare, è spesso indispensabile ricorrere ai farmaci: ormoni sintetici i cui effetti collaterali non possono certo dirsi leggeri. L’extrema ratio è l’intervento chirurgico: soluzione efficace, ma non permanente, per ripulire il corpo da lesioni e cisti e ridurre il dolore.

diagnosi di endometriosi

La diagnosi di endometriosi può anche non essere immediata. Se non esistono masse anomale che possono essere visualizzate con l’ecografia trans-vaginale o la risonanza magnetica, la maggior parte delle donne con endometriosi, all’inizio, ha un esame pelvico assolutamente normale. Anche i sintomi dell’endometriosi possono essere facilmente confusi: il dolore pelvico, ad esempio, ricorre anche nella sindrome dell’intestino irritabile, patologia che fra l’altro si associa spesso all’endometriosi.

L’ecografia trans-vaginale è in grado di visualizzare endometriomi ovarici superiori a 2 cm. Anche alla risonanza magnetica si può ricorrere per confermare o escludere la presenza di endometriomi ovarici. Il marcatore tumorale  CA-125 viene spesso utilizzato per rilevare l’alto livello di infiammazione che caratterizza l’endometriosi. Ma nessuno dei tre esami ha valore come strumento diagnostico. Al momento, solo la laparoscopia formalizza la diagnosi di endometriosi.